Convegno sull’agricoltura biodinamica

Anche se i tempi sono profondamente cambiati, e le persone che si dedicano alla coltivazione dei campi sono molte di meno rispetto al passato, sta di fatto che l’agricoltura resta, e sarà per sempre, una delle attività fondamentali per la sopravvivenza dell’Uomo sul pianeta Terra.

Ma un eccessivo sfruttamento del suolo, e le modificate condizioni di vita e climatiche, hanno profondamente cambiato anche l’agricoltura, e riflettere sul modo più opportuno in cui essa debba esser condotta d’ora in poi appare una tematica fondamentale della quale discutere. Per questo motivo tra il 19 e il 20 febbraio a Milano si è svolto un importante convegno dal titolo “Per l’economia della Terra. La nostra casa comune”. L’iniziativa è stata voluta dall’associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, si è svolta tra l’Università Bocconi e il Teatro Parenti ed ha visto l’intervento di molti personaggi illustri. A parlare nelle due giornate, tra gli altri, sono stati Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica; Andrea Olivero, Viceministro Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali; Michele Candotti, capo gabinetto UNEP, il programma ambiente delle Nazioni Unite; Marco Magnifico, vicepresidente FAI Fondo Ambiente Italiano e Nadia Scialabba, Programma Agricoltura Biologica della FAO. Questo solo per citare alcuni nomi; è voluto intervenire persino il principe d’Inghilterra Carlo, che lo ha fatto attraverso l’invio di un videomessaggio. Lo spunto da cui sono partite le riflessioni riguarda il suolo. Il suolo deve essere preservato, tutelato e salvaguardato, poiché in esso si trova, secondo le stime degli esperti, più della metà di tutta la sostanza organica esistente sulla Terra, per un totale di oltre 300 miliardi di tonnellate. Questo significa che i processi vitali più importanti dell’intero pianeta si svolgono in pochi centimetri di profondità del terreno: da questo si capisce quanto sia importante prendere l’impegno, nei decenni a venire, affinchè questa vita venga preservata. La tematica ambientale d’altro canto è al centro del dibattito internazionale, come dimostrano sia l’enciclica di papa Francesco che il recente vertice parigino sul clima. I cambiamenti climatici sono stati un’altra delle grande tematiche affrontate nelle due giornate milanesi. Questo inverno che sta appena finendo verrà ricordato come uno dei più caldi e dei più poveri di piogge: a dicembre c’è stato il 91% in meno di precipitazioni rispetto allo stesso mese dell’anno passato, e il mese di gennaio è stato piovoso tanto quanto il mese di agosto. La situazione è chiaramente anomala, ma quello che si prevede è che questa sarà la norma per il futuro. Dunque le tecniche agricole devono cambiare in vista di questo e le tecniche di coltura biodinamica appaiono come la soluzione migliore. Grazie all’agricoltura biodinamica il suolo infatti diventa più fertile e soprattutto più permeabile. Si trasforma in una specie di spugna capace di trattenere fino al 55% dell’acqua ricevuta. Questo dunque impedisce che succede ciò che invece capita sovente con l’agricoltura tradizionale, ovvero il compattamento del suolo. Inoltre permette di fare fronte anche ai periodi di siccità. In Italia l’agricoltura biodinamica sta già avendo una certa diffusione: si calcola che siano oltre 4500 gli agricoltori che adottano il sistema messo a punto da Rudolf Steiner. Questo non porta solo benefici in termini di produttività, e di salubrità dei prodotti coltivati, ma anche sul versante sociale. Infatti è stato dimostrato come gli agricoltori che condividono le tecniche biodinamiche sviluppino una sorta di spirito di corpo e siano più disposti a collaborare tra di loro, scambiandosi consigli utili e suggerimenti. Tornare alla terra potrebbe frenare il degrado ambientale che si sta verificando in Italia, dove molti di quelli che un tempo erano campi coltivati stanno tornando allo stato di boscaglia; e contribuirebbe a migliorare la salute della popolazione, che potrebbe tornare a mangiare cibi sani e genuini.