Gli italiani e l’ambiente

La consapevolezza del mondo che ci circonda è un elemento fondamentale per attestare il grado di evoluzione di una società; per questo conoscere cosa pensano gli italiani in materia di ambiente e di rispetto degli equilibri naturali contribuisce a fornire un quadro piuttosto chiaro della situazione complessiva del Paese.

La coscienza ecologica, in linea di massima, è cresciuta enormemente negli ultimi anni, come dimostrano i sondaggi condotti nell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America, e i dati diffusi a fine 2015 dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) relativi al 2014 permettono di comprendere invece a che livello si situano gli italiani a proposito delle preoccupazioni ambientali. I numeri e le opinioni raccolti sono, nel complesso, molto rassicuranti perchè in linea con il trend mondiale. Anche nella nostra penisola, cioè, la maggior parte delle persone ritiene che prendersi cura dell’ambiente circostante sia importante, e sostiene di adottare diverse pratiche nella vita quotidiana al fine di dare una mano alla tutela dell’habitat naturale. L’aspetto più evidente che trapela dai sondaggi ISTAT è che esiste una netta correlazione tra grado di istruzione e sensibilità ambientale. Le persone che sentono maggiormente tale tematica sono quelle che hanno conseguito un grado di studi più elevato, e che quindi in genere appartengono anche a fasce di reddito più elevate. Nello specifico, si costata che le tre principali preoccupazioni degli italiani sono l’aumento dei livelli di inquinamento, lo smaltimento dei rifiuti e le variazioni climatiche, che sono anche le tre problematiche più pressanti in questo momento storico. Gran parte dell’attenzione dei cittadini, quindi, oltre che alla pratica della raccolta differenziata dei rifiuti che ne permette, in parte, il riciclo, è rivolta ad evitare gli sprechi di acqua ed energia elettrica, attraverso un consumo razionale e studiato. Oltre alle pratiche ed alle attenzioni quotidiane che aiutano a ridurre i consumi di energia, negli ultimi anni si è registrato anche un incremento degli interventi strutturali alle abitazioni, con l’installazione di impianti fotovoltaici o la coibentazione degli ambienti. In tutti questi casi, i dati ISTAT evidenziano come però tale sensibilità non sia equamente suddivisa sul territorio italiano, ma vi sia una netta prevalenza del Nord sul Sud per quel che concerne la sensibilità ambientale. Un altro argomento che è stato affrontato nelle indagini ISTAT riguarda le aree naturali protette: si è chiesto ai cittadini italiani se ritengono che tali aree diano un contributo concreto alla conservazione dell’habitat naturale di specie animali e vegetali, e se questo abbia un’influenza positiva anche sull’uomo. Praticamente tutti sono stati concordi nel dire che le aree naturali protette sono utili, “molto” per il 42% degli intervistati e “abbastanza” per il 45%; ma su questo argomento si è poi rilevata una discrepanza tra la teoria e la pratica. Infatti, anche se la maggior parte degli italiani trova giusto istituire aree protette, solo ben pochi di loro poi va a visitarle: solo il 16%. Anche su questo argomento si è potuto notare come il grado di istruzione e la provenienza geografica del campione preso in considerazione cambi notevolmente il risultato del sondaggio. Le persone che abitano al settentrione avvertono più chiaramente l’importanza delle aree naturalistiche, e quelle della fascia di età compresa tra i 50 e i 60 anni, mentre la sentono meno le persone più anziane, con oltre 75 anni di età, e i soggetti che possiedono un grado di istruzione inferiore. Nel complesso, quindi, l’atteggiamento mentale degli italiani sembra quello giusto nei confronti dell’attenzione all’ambiente, anche se è possibile che dietro le buone intenzione ci siano però comportamenti non sempre in linea con la teoria.