Rapporto IRENA: il futuro è nelle energie rinnovabili

IRENA è un ente intergovernativo che è stato fondato nel 2009 e che ha sede ad Abu Dhabi. Il suo acronimo sta per International Renewable Energy Agency; ciò vuol dire che si tratta di un’agenzia che è stata specificatamente creata al fine di incentivare l’utilizzo e lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Ormai è universalmente noto che le risorse energetiche planetarie stanno terminando, e che quindi c’è bisogno di sfruttare altre fonti che, oltre ad avere il pregio di essere inesauribili, sono anche pulite, vale a dire non nocive per l’ambiente. Nello specifico, recentemente IRENA ha pubblicato un report che dimostra quanto non solo le energie rinnovabili potranno essere utili in futuro, ma fino a che punto, concretamente, aiuteranno a tutelare l’ecosistema globale. Il report si intitola “REthinking Energy 2015 – Renewable Energy and Climate”, e sin dal titolo esprime il concetto secondo il quale è necessario ripensare l’energia, il cui modo di essere concepita deve cambiare in modo radicale rispetto al passato. Uno dei problemi più gravi che si sta riscontrando negli ultimi anni a livello climatico, e che si lega strettamente alle emissioni di CO2 derivanti dall’uso di combustibili fossili, è il surriscaldamento globale. Secondo quanto verificato dallo staff tecnico di IRENA, se entro il 2030 si continueranno ad usare fonti di energia tradizionali, la temperatura globale aumenterà di 2 gradi. Questo invece potrebbe essere evitato qualora si incrementasse almeno del 36% l’utilizzo delle energie rinnovabili. A spiegare i dati raccolti nel report è stato Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA, il quale ha ricordato che ben i due terzi dell’inquinamento sono legati all’uso di energie non pulite. Quindi, ritiene che la direzione che già numerosi Paesi mondiali hanno imboccato debba essere perseguita con maggiore efficacia e determinazione, se si vuole davvero che le cose cambino. Secondo lui, e secondo le prove raccolte da IRENA, il futuro della Terra può passare soltanto attraverso una riconversione dei sistemi produttivi alla luce delle energie pulite. L’obiettivo di aumentare la produzione di energie rinnovabili del 36%, d’altro canto, ricorda Amin, non è utopistico o improbabile. Basterebbe impegnarsi in cinque azioni, per raggiungere ben 12 dei 17 obiettivi decisi nel documento “United Nations’ Sustainable Development Goals”, vale a dire il programma di Sviluppo Sostenibile. Le cinque azioni richieste sono: prendere decisioni politiche sempre più indirizzate all’utilizzo delle energie rinnovabili, e far seguire alle parole i fatti; aumentare gli investimenti economici in questo settore; focalizzare l’uso delle rinnovabili alla sostenibilità globale; rafforzare l’impegno locale e regionale, e soprattutto sviluppare nuove competenze amministrative e gestionali che rendano l’uso delle energie rinnovabili non più un’eccezione, ma la regola. In sostanza, affinché l’obiettivo individuato dagli studi ambientali condotti da IRENA possa raggiungersi, è necessario in primis che vengano prese delle decisioni a livello politico ed istituzionale. L’input per lo sviluppo nella produzione e nell’utilizzo delle energie rinnovabili deve venire dall’alto, ed essere soprattutto concreto, assumendo un indirizzo ben preciso. La speranza di Amin è che al Cop21 (Convention on Biological Diversity) di Parigi ci si muova in tal senso, per il bene dell’intero pianeta. Il documento “REthinking Energy 2015” si può scaricare e leggere dal sito ufficiale IRENA, così come il testo che lo aveva preceduto nel 2014, dal significativo titolo “Toward a New Power System”.