I risultati dell’Earth Day 2015

L’Earth Day fu istituito per la prima volta dalle Nazioni Unite nel 1970: letteralmente, questa locuzione si traduce con “Giornata della Terra”, ed è occasione di riflessione circa lo stato di salute del pianeta sul quale viviamo, e di cui dobbiamo avere cura.

Anche se può sembrare un controsenso che debba esistere una giornata che ci aiuti a ricordare che l’ambiente è fragile e va preservato, per il benessere stesso della razza umana, in realtà, ciò che è successo negli ultimi anni dimostra come, purtroppo, l’uomo tenda invece a sfruttare le risorse che ha senza preoccuparsi del futuro. Già negli anni settanta si era cominciata a diffondere una consapevolezza ecologista, nata in risposta all’eccessiva urbanizzazione, all’inquinamento ambientale, che a quei tempi non aveva ancora raggiunto i livelli che ha oggi, e da tutti quei processi di distruzione e corruzione dell’ambiente naturale che ci hanno condotti allo stato attuale delle cose. Tradizionalmente, l’Earth Day cade nella giornata del 22 di aprile, ovvero un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera. Anche quest’anno, 2015, si è tornato a celebrare questo evento in 175 Paesi di tutto il mondo, Italia compresa. Quest’anno proprio il nostro Paese ha avuto un ruolo di primo piano per via dell’Expo. L’Esposizione Universale, che è in fase di svolgimento nella città di Milano, infatti, quest’anno riflette sul cibo e l’alimentazione; tra le tematiche che sono state messe al centro delle manifestazioni correlate all’Earth Day c’è stata anche la questione degli sprechi alimentari. Non è purtroppo un mistero che, mentre in alcuni paesi, ovvero quelli occidentali, non solo c’è cibo a sufficienza per tutti, ma tale cibo viene spesso buttato via perchè in eccesso, mentre ci sono altre nazioni in cui le persone ancora, letteralmente, muoiono di fame. Questa assurda disparità deve esser annullata, e l’Expo è una grande occasione per trovare il modo migliore di ripristinare un equilibrio globale. Le altre tematiche che si sono volute mettere al centro dell’attenzione degli eventi dell’Earth Day sono state poi il disboscamento e l’esaurimento progressivo dei combustibili fossili, con la conseguente necessità di trovare delle valide fonti di energia alternativa. Ma non ci sono solo ombre, quando si parla di ambiente: moltissime sono state le iniziative virtuose, le quali sono state raccontate in occasione dell’Earth Day, ma che hanno uno sviluppo sistematico e costante. Ad esempio, si è parlato dell’impegno attivo delle Università nello sviluppo di buone pratiche ambientali: il settore maggiormente interessato è quello dell’ingegneria, perchè chi si occupa di progettare edifici ,costruzioni ed infrastrutture deve, più di ogni altro, conoscere l’ambiente circostante, al fine di poterlo rispettare e dare vita sempre a costruzioni sostenibili. Un’altra iniziativa encomiabile che si può segnalare si è svolta a Petacciato, un comune molisano che si trova in provincia di Campobasso. L’iniziativa si chiama “PuliAmo la spiaggia”, e come si può facilmente intuire, prevede la presenza di un gruppo di volontari che ha assunto l’incarico di ripulire le belle spiagge della regione da ogni rifiuto portato dal mare e lasciato dall’uomo. Come si diceva, questa operazione non si è circoscritta alla sola Giornata della Terra, ma avrà una continuità. Si prevede infatti che ogni domenica i volontari porteranno avanti la ripulitura delle spiagge, in modo tale che la stagione turistica possa godere della massima bellezza del mare Adriatico. Questi, e molti altri, sono i segnali del fatto che l’Earth Day non è solo una data simbolica, ma il segno di un reale impegno da parte dell’uomo per riparare ai danni creati all’ambiente in passato.