Che cos’è la green economy

Tanto nei grandi forum mondiali che nei servizi televisivi del telegiornale sentiamo parlare di “green economy” e dei vantaggi che essa dovrebbe apportare alla nostre vite. Ma quanti di noi sanno esattamente di che cosa si sta parlando, e di quale sia il modo con cui, concretamente, si applica la green economy? Qualche spiegazione è pertanto necessaria, anche perché per i più giovani la green economy potrebbe rappresentare una grande opportunità lavorativa ma solo nel momento in cui se ne comprendano fino in fondo i meccanismi.

Cominciamo con lo spiegare come nasce la green economy, che in effetti è una realtà piuttosto recente per quanto figlia dei movimenti ecologisti che si sono moltiplicati in tutto il mondo fin dagli anni Sessanta. L’industrializzazione e il grandissimo sviluppo che la produzione in serie ha avuto a partire dal dopoguerra è avvenuta in modo indiscriminato e irriflessivo. Si è infatti depauperato il pianeta usando le sue risorse senza pensare al futuro e senza badare alle conseguenze. Il risultato di un utilizzo scriteriato delle materie prime a disposizione oggi ce l’abbiamo sotto agli occhi tutti quanti. La terra e il mare si sono impoveriti, e le materie prime scarseggiano, comprese quelle combustibili. Inoltre la mancanza di attenzione alle materie di scarto e i rifiuti che l’industria ha prodotto ha causato l’inquinamento ambientale che ancora di più danneggia alcune delle nostre primarie fonti di sostentamento quali l’agricoltura e la pesca, ma ha anche effetto indiretto su altri settori produttivi, come il turismo. Quindi le grandi potenze mondiali hanno capito che era necessario un netto e brusco cambio di rotta: in questo modo sono state messe a punto le nuove teorie legate alla green economy, ovvero una produttività che sia rispettosa dell’ambiente e che cerchi in qualche modo di rimediare ai danni causati al Pianeta. Si comincia con la necessità di riciclare le materie prime: questa è diventata una pratica comune nelle città, ma si attua anche a livello industriale. Tutto ciò che può godere di una nuova vita viene sottoposto a vari cicli, in modo tale anche da non produrre nuovi rifiuti. Ogni impianto industriale deve rispettare severe normative per lo smaltimento dei rifiuti, e ridurre le emissioni inquinanti attraverso vari sistemi che sono stati messi a punto nel tempo e sono sempre in via di perfezionamento. Le produzioni devono sempre essere sostenibili dal punto di vista ambientale. Un capitolo molto importante della green economy è rappresentato dall’energia. In passato si è abusato dei combustibili fossili, oggi tutto spingono il più possibile la ricerca in merito alle fonti di energia rinnovabile che la natura stessa ci offre: sole, vento, acqua. È facile capire come da tutto questo scaturiscano anche nuove professionalità, figure che più di altre vengono ricercate in seno ad un’azienda e che ognuna a suo modo concorrono a raggiungere gli obiettivi ecologici che ci si prefigge. Si parla soprattutto di impiantisti e installatori, ma anche di project manager, di esperti di finanza e di comunicazione. Queste nuove pratiche vengono adottate in tutto il mondo e l’Italia non è rimasta a guardare, anche perché il nostro Paese sembra particolarmente predisposto alla green economy. Basti pensare all’agricoltura biologica che nella nostra penisola, specie al sud, è un’eccellenza e fa registrare dei numeri da record. Lo sbocco occupazionale offerto dai green jobs è un altro fattore da non trascurare e che potrebbe aiutare notevolmente il nostro Paese. Ecco perché la green economy può davvero definirsi l’economia del futuro.