I punti di forza dell’Italia

Quando si parla della realtà sociale, economica e politica dell’Italia viene voglia di mettersi le mani nei capelli. Il quadro che appare infatti non è di certo confortante. La disoccupazione è alle stelle, sono decine le imprese che hanno dovuto chiudere i battenti, la povertà è in aumento.

A questo si aggiungano i grandi problemi mondiali, come l’immigrazione, l’inquinamento, il surriscaldamento globale. Eppure non bisogna dipingere un quadro più nero di quanto non sia: soprattutto, bisogna iniziare a reagire, a pensare a quale possa essere il modo migliore per uscire dalla fase di stallo che ha investito il nostro Paese. In una parola bisogna pensare a quello che funziona, e ad usarlo come il punto da cui ripartire. Questa è, in sostanza, la filosofia proposta da Symbola e da Ermete Realacci, suo presidente. La Fondazione Symbola è stata creata nel 2005 per promuovere quella che viene definita “soft economy”, vale a dire un tipo di sviluppo economico che tenga conto delle peculiarità del territorio italiano, le valorizzi e le sappia far fruttare. Per il 2017 Symbola ha presentato un dossier il cui titolo è “L’Italia in 10 selfie”. In questo documento si analizzano non le debolezze del sistema paese ma le sue virtù, i suoi punti di forza, in dieci istantanee che servono soprattutto ad indicare la direzione da seguire per il futuro. Infatti ci sono tanti settori, alcuni dei quali davvero insospettabili, nei quali l’Italia eccelle. Il primo è quello manifatturiero. Nel Bel Paese c’è un surplus di produzione di oltre 100 miliardi di dollari. Basti pensare che si trova in quinta posizione dopo colossi come Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone. Questo è indice di una fortissima competitività sui mercati internazionali. Il secondo selfie riguarda la green economy: anche se non sempre l’Italia viene additata come esempio virtuoso da seguire, in realtà il nostro Paese è riuscito meglio di altri ad adottare i principi della green economy, dimostrando come questo sia anche conveniente, oltre che positivo per l’ambiente. Le imprese che hanno investito in tal senso infatti hanno fatto anche registrare crescite nel fatturato, nelle esportazioni e nelle assunzioni. L’Italia è una delle nazioni in cui il fotovoltaico è maggiormente impiegato e contribuisce di più al soddisfacimento del fabbisogno energetico complessivo del Paese; l’Italia è seconda al mondo, dietro la Francia, per il basso impatto delle sue emissioni ambientali. All’interno dell’Europa il nostro Paese è il migliore in assoluto per quel che concerne la cosiddetta “economia circolare”, ovvero nel riciclaggio delle materie prime; nella produzione di machinery la penisola è quarta dietro a Germania, Cina e Giappone. Infine, gli ultimi selfie sono dedicati alle vere eccellenze italiche: la cultura prima fra tutte. In Italia si trovano la maggior parte dei siti UNESCO del mondo; la filiera della cultura ha fruttato 89,7 miliardi di euro nel 2015, ovvero il 6,1% della ricchezza complessiva. Grandi eccellenze anche l’industria del legno e la competitività dell’imprenditoria. Al numero dieci, last but not least, troviamo il settore agroalimentare nel quale l’Italia è davvero imbattibile. Ben 16 prodotti agroalimentari italiani sono al primo posto nel mondo. Nel commentare questi dati, Realacci indica anche il modo per fare sempre meglio: ad esempio nell’agroalimentare bisogna puntare sempre più sulla qualità e meno sulla quantità, strategia che si è dimostrata vincente nel settore dell’enologia. Il messaggio finale è di positività, affinché l’Italia sia spinta a dare sempre il meglio di sé, in armonia con la citazione da Frank Capra scelta per aprire il dossier: “I dilettanti giocano per divertirsi quando fa bel tempo. I professionisti giocano per vincere in mezzo alla tempesta”.