La rivoluzione mancata delle rinnovabili

L'energia elettrica è fondamentale al giorno d'oggi per quasi tutte le attività dell'essere umano, partendo da quelle fontamentali quali la produzione di cibo, passando per la produzione di servizi di importanza sociale e per finire a soddisfare le nostre pulsioni ludiche grazie alle Slot Online. Nel mondo la situazione delle Energie Rinnovabili è molto variegata ma solitamente chi ha le risorse naturali per produrre energia elettrica in maniera sostenibile lo sta già facendo.

Il pensiero vola per esempio al Portogallo, dove in media l'energia prodotta dal solare e l'eolico copre il 70% del fabbisogno nazionale. E cosa dire del Paraguay, dove l'energia elettrica prodotta dalla diga di Itaipu addirittura fornisce l'80% dell'elettricità alla piccola nazione sud americana? L'Italia sembra rimasta ferma al palo. La nostra penisola, battuta costantemente da venti di varia intensità e in media molto soleggiata, soprattutto al centro sud. L'unica regione che sembra stare al passo coi tempi e con le necessità produttive di energia rinnovabile è la Puglia. A partire dagli anni 2000 sono iniziate a spuntare generatori eolici un po' ovunque in Italia. Al sud queste nuove forme di energia hanno attirato soprattutto gli appetiti del malaffare. Le installazioni in luoghi non propriamente idonei e i parchi abusivi si sono moltiplicati soprattutto in Calabria. Interi paesaggi sono stati deturpati in nome di una presunta ecologia.
 
In termini di consumi, la famiglia italiana media consuma in media 3000 KWH in un anno. Per comprendere meglio, in tutta Italia si producono 290 milioni di KWH per la maggior parte attraverso centrali alimentate a carbone, metano o altri derivati del petrolio e solo in piccola parte attraverso centrali idroelettriche. Gli impianti eolici attualmente operativi in Italia producono circa 6.5 milioni di KWH all’anno, ovvero un po' più del 2% dell'intera produzione nazionale. Di certo non si tratta di valori che possano far gridare ad una svolta, sebbene contribuiscano ad alleviare la dipendenza da altri fonti di energia fossili. La sostituzione non è avvenuta e un'analisi più attenta ci consente di attribuire le cause di questo flop all'abuso delle leggi e dei piani nazionali che prevedevano agevolazioni per la produzione dell'energia dove realmente serviva e che sono stati invece trasformati in occasioni di lucro.

Questi contributi non hanno fatto altro che creare una situazione artificiale dove numerosi sogetti hanno iniziato a investire nell'energia rinnovabile con il solo fine di fare del profitto. Il costo salatissimo di questa bolletta energetica, manco a dirlo, lo paghiamo noi cittadini sia in bolletta sia con i miliardi di euro che vengono sottratti ad altre finalità. Probabilmente è arrivato il momento di ridimensionare gli incentivi, che appaiono sovradimensionati e soprattutto inadeguati a stimolare una crescita organica della produzione di energia rinnovabile.  E davanti ad una rivoluzione mancata le solite lobby dell'energia non sanno fare altro che rivenderci soluzioni che l'Italia ha già rigettato in passato e che in ogni caso non possono rappresentare neppure una misura tampone in attesa del decollo definitivo delle fonti rinnovabili. Ci stiamo riferendo, come molti di voi avranno capito, all'energia nucleare.

Fino a che la politica energetica nazionale rimarrà nelle mani dei gruppi di interesse economico e delle multinazionali, non si vedrà mai un cambiamento che finalmente possa portare benifici reali al paese e ai cittadini. Le fonti rinnovabili possono abbassare i costi dell'energia, ridurre l'utilizzo di combustibili fossili giovando all'ambiente e rendere una nazione energeticamente autosufficiente. A quando la vera e definitiva svolta?