La green economy e l’importanza dei green jobs in uno studio americano

Quando si parla di “green economy”, si intendono tutte quelle politiche volte ad incentivare un nuovo modo di fare industria e di fare impresa, che tutelino maggiormente l’ambiente e mettano in atto tutte le azioni possibili al fine di garantire il risparmio energetico.

Questo tipo di politica si rende necessaria per la grande crisi energetica che opprime tutti i Paesi industrializzati, visto che le risorse utilizzate non sono inesauribili, e che quelle rinnovabili sono ancora in fase di studio e di implementazione. Ma, al di là di questo, adottare la green economy può avere per una nazione tanti risvolti interessanti, non ultimo quello occupazionale. Anche la crisi del mondo del lavoro è una piaga che tormenta non poco le politiche nazionali: il numero dei disoccupati, giovani e non solo, cresce continuamente e porta con sé molte conseguenze non solo economiche ma anche e soprattutto sociali. Il modo in cui la green economy possa contribuire a creare nuovi posti di lavoro, i cosiddetti green jobs, non è ancora del tutto chiaro: per questo un ente americano ha deciso di dedicare uno studio specifico a questa tematica. L’American Council for an Energy-Efficient Economy (ACEEE) ha pubblicato, nel mese di settembre 2015, un report dal titolo “Verifying Energy Efficiency Job Creation: Current Practices and Recommendations'”. A firmare lo studio sono stati Casey J. Bell, James Barrett e Matthew McNerney. L’oggetto della relazione, come dice il titolo, è dunque quello di dimostrare come le politiche volte al risparmio energetico possano creare posti di lavoro, attraverso un’analisi della situazione attuale. In conclusione, vengono anche date alcune avvertenze per proseguire sempre meglio in questa direzione in futuro. Lo studio, che si può trovare e consultare anche in rete, è molto lungo, complesso e dettagliato. I ricercatori infatti hanno cercato di incrociare il maggior numero di dati possibili, a partire da quelli forniti dagli enti istituzionali che mettono in pratica le azioni volte alla creazione di nuovo lavoro, utilizzando anche indagini telefoniche e statistiche. Tutti i numeri raccolti sono stati più volte verificati e relazionati tra di loro, al fine di fornire un quadro completo del panorama corrente in merito ai green jobs. Nonostante la gran mole di informazioni, gli studiosi americani riescono comunque a sintetizzare e comunicare le conclusioni raggiunte in modo piuttosto chiaro ed anche facilmente comprensibile. Grazie soprattutto a molti esempi pratici, così, i ricercatori riescono a spiegare il meccanismo di base grazie al quale la green economy porta a movimentare anche il mercato del lavoro. Basti pensare ad uno degli interventi più banali e quotidiani tra quelli che vengono messi in atto dalle amministrazioni, ovvero gli incentivi dati all’efficientazione energetica delle abitazioni. Grazie a tali incentivi si creano posti di lavoro diretti, ovvero quelli legati alle imprese che eseguono materialmente i lavori. In questo modo però si crea anche un movimento indiretto, perché le imprese impiegheranno a loro volta i denari incassati, facendo quindi circolare liquidità anche in ambiti diversi da quello strettamente relativo all’energia. Anche i soldi che l’utente che ha commissionato i lavori risparmierà nella sua bolletta verranno spesi, facendo girare ulteriormente l’economia. In definitiva, lo spirito con cui l’ACEEE ha affrontato lo studio è soprattutto persuasivo: ovvero si vuole far capire alle persone quanto la green economy possa rappresentare davvero una possibilità di ripresa in un momento di grande immobilismo globale, otto molteplici punti di vista.