I sette paesi più green al mondo

Ottenere la copertura del fabbisogno nazionale attraverso le fonti energetiche pulite non rappresenta attualmente un obiettivo di facile riuscita. Nonostante nell'intero globo i governi nazionali si prodighino su manovre pro energia sostenibile, tale scopo è ancora lungi dall'essere una realtà.

È però altamente probabile che, determinate nazioni, saranno in grado di ottenerlo nell'arco di alcune decine di anni. Stiamo parlando di paesi che hanno incentrato la propria   economia sulla green energy, ogni giorno più convinti che questa soluzione rappresenti il volano principale per lo sviluppo del paese. A questo scopo, all'interno della UE, i governi si stanno impegnando nel garantire specifici standard riguardo alla produzione sostenibile, attraverso un decreto che verrà concordato nei mesi di autunno di quest'anno. Attualmente sono sette le nazioni più votate al consumo energetico sostenibile. Tra queste troviamo l'India, una nazione che sta mostrando di possedere le caratteristiche idonee per ottenere il traguardo di supportare il comparto economico nazionale esclusivamente attraverso energia pulita prima del 2050. La pensa nel medesimo modo il WWF, in base ai cui dati si prospettano due possibilità antitetiche nel futuro dell'India. O una situazione in cui prevarranno i consumi di gas, carbone, e petrolio, o una situazione in cui le energie sostenibili prevarranno in modo netto. In base a un documento rilasciato dal centro energetico della Danimarca il paese europeo potrebbe contare su di un avvenire di primo piano sul fronte del sostenibile. Raffrontando la possibilità di tale scenario e le spese di commutazione di gas, petrolio e carbone con le tipologie di produzione sostenibile, si ritiene che la Danimarca possa diventare autonoma sul fonte delle rinnovabili prima della metà di questo secolo, e salutare a tempo indeterminato i vecchi sistemi di alimentazione energetica prima del 2035. Per quanto concerne invece la Tasmania si pensa che prima del 2020 le fonti sostenibili possano sostituire quelle tradizionali in modo completo. Attualmente il fabbisogno relativo ai combustibili fossili della nazione si attesta ancora al 15%, calcolando unicamente la quota importata. Tornando in Europa, una ricerca della Fondazione energetica elvetica ha previsto che, nel caso in cui la Svizzera non dovesse trasformarsi in totalmente sostenibile, sotto l'aspetto energetico, prima dell'anno 2040, le spese di cui si farebbe carico diventeranno eccessivamente elevate. In sostanza, per la federazione elvetica, le sostenibili rappresentano la soluzione migliore. Sempre rimanendo in Europa, ma spingendoci a Nord, troviamo la Scozia, che ha come obiettivo quello di ottenere il 50% di fabbisogno erogato tramite rinnovabili prima del 2015, mentre si è prefissata di ottenere la quota completa entro i prossimi sei anni. Parallelamente l'utilizzo di sistemi energetici nucleari è giunto al 34%, rispetto a un 50% complessivo, confermando la volontà di dismettere da questo tipo di energia da parte del governo. Inoltre non sussiste nemmeno la volontà di aumentare la quota di sistemi idroelettrici per i prossimi anni. Spostandoci in Germania sembra che un avvenire sostenibile sia concretamente alla portata, dato che su tutto il suolo tedesco la quantità di energia rinnovabile prodotta risulta essere in numero maggiore rispetto a quella utilizzata, un segnale chiaro per la tendenza del paese. Anche a Tokelau, un arcipelago della Nuova Zelanda, la situazione, su questo fronte, sembra quantomai rosea, con il fotovoltaico che rappresenta la prima fonte energetica del paese.