Green economy e la ripresa economica dell’Italia

Nello scorso dicembre 2015 a Parigi si è svolta la COP21, nell’ambito della quale i leader delle principali nazioni della terra si sono consultati in materia di ambiente. La necessità di porre un freno ai danni causati dall’eccessivo uso nei decenni scorsi di idrocarburi e derivati del petrolio è ormai sotto gli occhi di tutti e non è stata messa in discussione; ciò che è emerso è quindi l’urgenza di dettare delle misure che vengano adottate tempestivamente su scala globale.

Alla COP21 era presente anche l’Italia, che si è dunque adeguata alle misure previste per tutti gli altri Paesi: il target è quello di diminuire dell’80% le emissioni di CO2 rispetto a quanto fatto registrare nel 1990. L’obiettivo è ambizioso ma non impossibile da raggiungere, soprattutto se si considerano i numerosi risvolti positivi che potrebbe avere l’adozione di una politica che sia davvero più green. La riduzione di emissione tossiche per l’ambiente, che si può attuare soprattutto favorendo pratiche di risparmio energetico e l’adozione di fonti di energia alternative, può avere anche delle ripercussioni molto positive sull’economia italiana in termini di PIL (Prodotto Interno Lordo). Il primo e più immediato riscontro, secondo quanto rilevato da Carlo Carraro, studioso e ricercatore dell’ente IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), si potrà avere proprio in termini di crescita del PIL che dovrebbe aumentare di un punto e mezzo percentuale. Questo accadrà perché l’impegno dell’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici avrà inevitabilmente l’effetto di attirare degli investimenti, soprattutto da parte di privati, che potrebbero arrivare ad un ammontare complessivo di 9 miliardi di euro l’anno. Poi c’è da considerare l’impatto positivo che le nuove politiche ambientali avranno in termini di turismo, e l’importante ripercussione che esse potrebbero avere per il settore dell’agricoltura, che sarà di certo il primo a trarne giovamento. Inoltre, la diminuzione del grado di inquinamento atmosferico potrebbe portare anche ad una riduzione delle spese sanitarie. Insomma, i motivi per dare un seguito concreto alle decisioni presa alla COP21 sono davvero tanti, qualora non fosse sufficiente quello di ricreare l’equilibrio atmosferico che l’uomo ha seriamente compromesso con anni di politiche poco accorte e di sfruttamento intensivo delle risorse. Naturalmente, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: le misure da adottare sono molte e vedono coinvolti tutti gli enti istituzionali, oltre che i privati cittadini. La decarbonizzazione dell’economia infatti si può attuare in tanti modi diversi. Ad esempio, adottando per il trasporto urbano dei mezzi che si muovano usando fonti di energia rinnovabile, e aiutando la riconversione degli impianti industriali in questa direzione. Il luogo da cui le riforme devono partire sono le città, che devono diventare sempre più smart, e Roma, la capitale, dovrebbe dare un esempio decisivo in tal senso, diventando punto di riferimento per tutti gli altri centri urbani italiani. L’Italia, a detta della vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, ha avuto un ruolo da protagonista nella Conferenza di Parigi, ponendosi come uno dei Paesi che ha maggiormente spinto verso l’attuazione di azioni concrete contro il surriscaldamento globale. Questo ora carica la nazione di una responsabilità in più, ovvero quella di dimostrare nella pratica di essere in grado di mantenere quanto promesso. Il raggiungimento degli obiettivi sarà raggiunto anche con l’imposizione di sanzioni per tutti coloro che non si dimostreranno risposti ad adeguarsi alle nuove normative in tema di ambiente ed ecologia.