Al via l’attivazione delle norme del Collegato Ambientale in Italia

Anche l’Italia sta per entrare nel mondo della mobilità sostenibile, grazie alla messa in atto delle norme che sono state elencate all’interno del Collegato Ambientale. Il Collegato Ambientale è un decreto di legge che è stato approvato lo scorso dicembre 2015 dal Governo italiano con 169 voti favorevoli, 32 contrari e 11 astensioni;

al suo interno è prevista una serie di azioni volte a trasformare anche il Bel Paese in una nazione dove si pone attenzione alla sostenibilità ambientale ed al contenimento dello spreco delle risorse. Il fatto che alcune pratiche che ormai sono suggerite dal buon senso comune (e comunitario) siano diventate a tutti gli effetti una legge dello Stato è già un grande passo in avanti; ora, nel mese di maggio 2016, il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, nell’ambito del convegno sulla Cop21, ha fatto sapere che è arrivata in Parlamento una bozza di decreto volta a dare effettiva attuazione ad una parte delle misure previste dal Collegato, e più esattamente a quelle legate alla mobilità sostenibile. Si parla dello stanziamento di ben 35 milioni di euro che andranno distribuiti tra i Comuni della penisola al fine di rendere possibile una mobilità alternativa, in cui vengano incentivati mezzi di trasporto ecocompatibili (in primis le biciclette) e venga diffusa una maggiore consapevolezza tra i cittadini riguardo le tematiche legate al mondo dei trasporti. Nello specifico, le norme previste dal Collegato si concentrano sui tragitti casa-scuola e casa-lavoro: il progetto complessivo consiste nel creare dei percorsi possibili in cui non sia più necessario muoversi usando la macchina di proprietà, ma che siano percorribili a piedi, in bicicletta, o usando le formule del car sharing (servizio pubblico di noleggio di auto) e del car pooling (condivisione di un veicolo privato tra più persone). Quindi, in pratica, è prevista la costruzione di piste ciclabili e pedonabili, e l’istituzione di corsi di formazione specifici che servano a creare una nuova educazione stradale (e ambientale) nei cittadini, a partire dai più giovani. Oltre a questi, altri interventi finanziabili sono la costruzione delle infrastrutture necessarie alla creazione di un servizio di bike, scooter o car sharing, la concessione di agevolazioni per la fruizione dei servizi di mobilità pubblici, e la creazione di Zone 30, ovvero dove il lite di velocità sia impostato a 30 chilometri orari. Tutti gli enti locali italiani con una popolazione superiore ai 100 mila abitanti potranno chiedere il finanziamento, a patto che siano in regola con la comunicazione dei valori di inquinamento dell’aria. Ogni ente ha a disposizione 30 giorni per presentare la richiesta di finanziamento, e una risposta verrà comunicata dal Governo entro 60 giorni. La cifra minima che può essere richiesta per un cofinanziamento è di 200 mila euro; ogni comune potrà ricevere al massimo 1 milione di euro, 3 milioni le aggregazioni di comuni. Da parte del Ministero ci sarà una contribuzione alla spesa complessiva pari al 60-80%; qualora venga concesso il finanziamento esso verrà erogato in diverse tranche. Il 30% dell’importo viene erogato alla presentazione di un programma in cui si descrivano nel dettaglio le varie misure che si intendono realizzare. Un ulteriore 25% viene erogato quando il progetto complessivo è stato ultimato al 25%, e così di seguito fino a che non venga versato l’intero importo. Il 4% della cifra complessiva viene destinato alla verifica del raggiungimento degli obiettivi che ci si era prefissati. Altre misure contemplate in seno al Collegato Ambientale sono l’istituzione di un fondo per il rischio idrogeologico, il permesso di usare i sottoprodotti della lavorazione di olio e zucchero negli impianti a biomassa e biogas e la bonifica dell’amianto tramite incentivi.