L’Italia e la mobilità sostenibile: a che punto sono le nostre città

Si sa che i problemi delle moderne metropoli sono moltissimi: rifiuti in primis, ma anche il traffico e il tasso di inquinamento costituiscono delle problematiche che le amministrazioni comunali si trovano a dover affrontare quotidianamente, per garantire il benessere dei cittadini e il corretto andamento della viabilità, e, di conseguenza, la vivibilità dei centri urbani.

Da qualche anno a questa parte si parla di mobilità sostenibile: in questo termine si riassumono molte realtà diverse, il cui minimo comun denominatore è comunque quello di rendere gli spostamenti più semplici ed economici, e di ridurre le emissioni nocive per la salute dei cittadini. Quindi, con mobilità sostenibile, si intende, ad esempio, la diffusione dei veicoli con carburazione alternativa alla benzina, come metano, GPL, ma soprattutto elettricità. Si intende inoltre anche l’efficienza del servizio di trasporto pubblico, che incentivi le persone a lasciare la propria automobile a casa, o la diffusione di buone pratiche di condivisione, quali il car sharing e il bike sharing. Tra i mezzi alternativi considerati dalla mobilità sostenibile c’è infatti anche la bicicletta, e quindi la presenza nel tessuto urbano di piste ciclabili adeguate.

Tutti questi fattori sono stati fatti oggetto di un’indagine condotta nel corso dell’anno 2014 su cinquanta città italiane, capoluoghi di regione, capoluoghi di province autonome e città con oltre 100 mila abitanti. L’indagine è stata condotta da Euromobility, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. I dati raccolti, così come accade da otto anni a questa parte, servono per cercare di elaborare nuove strategie, per rendere le nostre città sempre più pulite, e per migliorare il trasporto pubblico e privato.

In base a quanto rilevato per il 2014, così, al primo posto della mobilità sostenibile risulta Bologna. Infatti, in questa città sono molto diffuse le pratiche del car sharing e del bike sharing; di quest’ultimo aspetto, è complice una rete di piste ciclabili razionale e organizzata, che permette di arrivare praticamente ovunque a bordo della propria bicicletta. Non trascurabile è la grande efficienza della rete di autobus, che sono puntuali e ben collegati con i vari punti strategici della città. In generale,  si è notato un netto primato delle città settentrionali nel settore della mobilità sostenibile, mentre fanalino di cosa sono le città del sud come Potenza, Reggio Calabria e Siracusa. Anche la capitale, Roma, non brilla per eco-mobilità, risultando solo al 24esimo posto.

Il presidente di Euromobility, Roberto Maldacea, ha poi tratto le sue conclusioni: prioritario sembra cercare di ridurre il più possibile questa profonda disparità che si nota tra nord e sud, diffondendo soprattutto i servizi di condivisione come il car sharing. Infatti ha affermato che, in linea di massima, la crisi economica un effetto positivo lo ha prodotto: il numero di automobili in circolazione è diminuito, e sempre più automobilisti optano per veicoli ad alimentazione alternativa alla benzina, che hanno forse maggiori costi iniziali, ma minori costi di gestione. Di contro, però, è anche vero che la crisi economica ha prodotto anche un altro effetto, ovvero quello di indurre i comuni a ridurre le spese, penalizzando sovente proprio il servizio di trasporto pubblico.

Il car sharing sembra così la soluzione ideale per entrambe questi aspetti: consiste infatti nel condividere un unico veicolo tra più persone, riducendo spesa e traffico, e facendo maggiore affidamento sul privato, piuttosto che sul pubblico, per gli spostamenti. Il direttore scientifico di Euromobility, Lorenzo Bertuccio, sottolinea infine la necessità di puntare sui nuovi servizi, mettendo a disposizione un maggior numero di veicoli per la condivisione.